SPQR: IL GIORNO CHE LA NIKE VOLLE FARE UN CARTOON!

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SPQR è un cortometraggio di 6 minuti realizzato per la NIKE, in collaborazione con l’azienda pubblicitaria Olandese WEIDEN + KENNEDY. Nel 2000 la NIKE organizzò una campagna pubblicitaria esclusivamente per la zona di ROMA. Spesso infatti, le aziende alternano a massicce campagne “globali” in giro per il mondo, impegni promozionali più “locali”, diretti ad un ristretto numero di acquirenti.
In gergo si chiamano “CITY ATTACK” e in questo caso il territorio interessato era la città di ROMA e l’organizzazione di un torneo di calcetto. Per supportare l’iniziativa, NIKE organizzò questa aggressiva campagna fondata su tutti i mezzi di comunicazione: paginoni su periodici e quotidiani, radio, cartelloni e tv.

Principalmente tutto verteva su questo spot a cartoni animati, lungo 6 minuti, strutturati in modo che potessero essere divisi in 6 spot da 1 minuto l’uno. Questi commercial andavano in onda esclusivamente sul canale MTV, in Italia e in chiaro.

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Lo spot era preceduto da tre splendidi albi a fumetti in formato “GRAPHIC NOVEL” realizzati dal fumettista Danijel Žeželj  e distribuiti nei negozi NIKE oltre che online.

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Il fumetto di SPQR di Danijel Žeželj

Le fantastiche tavole dell’artista croato mostravano in un graffiante bianco e nero una storia dai toni cupi e apocalittici: nel 3001 un terremoto ha aperto una crepa che ha diviso Roma in due. Il NUOVO ROMANO IMPERO governa dispoticamente e tutto viene deciso dalla vittoria di una partita di calcio, giocata dalle opposte fazioni della città, i ricchi e i reietti.
Tiberio è il discendente di FRANCESCO TOTTI, e il suo DNA viene utilizzato per creare un clone  dell’antico campione…
La storia vuole essere una metafora del razzismo e della violenza che impera nel mondo del calcio, e anche una critica alla globalizzazione e all’ingegneria genetica.

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Stranemani srl, l’azienda dove all’epoca lavoravano i soci fondatori di FENIX STUDIOS, fu appunto incaricata di realizzare il cartone animato, partendo dai 3 albi a fumetti.
Luca De Crescenzo, attualmente socio fondatore di FENIX STUDIOS, si interfacciò con l’agenzia pubblicitaria di Amsterdam che mandò due suoi delegati nella sede di Calenzano a supervisionare il lavoro per parecchi giorni.
Fece da tramite con i manager Olandesi e seguì il progetto fino alla fine, prendendo parte anche alla lavorazione, (come spesso accade nelle aziende medio/piccole italiane, nelle quali ognuno ricopre vari ruoli, non solo manageriali ma anche artistici) modificando il fumetto, partendo dalle scansioni originali fornite da Žeželj.
I personaggi e le scenografie furono estrapolati dalle tavole e Luca separò accuratamente gli elementi in primo piano, come oggetti e personaggi, da quelli sullo sfondo, come i background.

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Naturalmente le scenografie, una volta cancellati gli altri disegni che erano sopra, dovevano essere aggiustate: Luca, insieme a Stefania Tararà le ricostruiva su PHOTOSHOP.
In questo modo nello spot potevano essere utilizzati gli stessi bellissimi disegni del fumetto, donando al cartone animato l’identica atmosfera DARK che Zezelj aveva voluto infondere nel suo lavoro. Una delle regole principali è sempre stata quella di rispettare le intenzioni artistiche di ogni autore e il suo stile, cercando di adattarlo all’animazione ma senza stravolgerlo e lasciando possibilmente il suo segno.

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Per questo anche l’animazione rispettava lo stile dell’artista, lasciando non solo il bianco e nero, ma anche le “sporcature” e le macchie caratteristiche del suo segno.

Tra l’altro, all’epoca era ancora tutto disegnato con matita su carta, al contrario di oggi che si usano software dedicati. Il computer subentrava solo quando si acquisivano i disegni con lo scanner. A quel punto i disegni digitalizzati venivano colorati e messi in sequenza digitalmente.
Un lavoro difficilissimo e lungo, che ha richiesto lunghe settimane di lavoro e una pazienza certosina da parte di tutti: storyboardisti, animatori e coloristi. Alla fine furono necessari più di 4.000 disegni per terminare il cartone animato.

 

Cosimo Brunetti, attuale socio fondatore di FENIX STUDIOS, anche lui all’epoca in STRANEMANI srl, lavorava sull’animazione e fu incaricato anche di seguire il doppiaggio.
Passò così, tra le tante fasi, un giorno intero con Francesco Totti, che doveva doppiare il suo personaggio a cartoni animati. Racconta Cosimo che Totti, all’epoca non ancora avvezzo al mondo dello spettacolo e ai tanti spot con Ilary Blasi e i vari operatori telefonici che sarebbero arrivati solo dopo qualche anno,  impiegò non poco per impratichirsi e riuscire ad azzeccare la giusta intonazione alla frase. Il capitano della Roma si rivelò comunque simpatico e disponibile.

Luca si occupò anche della parte di sonorizzazione e del mix audio.
Infine inseriva le scene animate che Alessio Giurintano, Gianni Poggi, Giulia Brogi, Cristina Seravalli e gli altri animatori gli fornivano e seguito da Massimo Montigiani, regista dello spot , terminava il filmato con l’editing su Adobe PREMIERE, una delle fasi digitali che all’epoca si affacciavano nel nostro settore!

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SPQR, grazie all’ottimo lavoro di squadra svolto da tutti, si rivelò un bellissimo spot a cartoni animati, che rese soddisfatti sia NIKE che l’agenzia olandese.
A suggellare la fatica giunse, a febbraio del 2002,  il premio del GALA’ DELLA PUBBLICITA’, che in quegli anni veniva dato agli spot commerciali durante una trasmissione televisiva trasmessa da CANALE 5.

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Il galà della pubblicità

 

Luca andò a ritirare il premio “MIGLIOR REALIZZAZIONE” in rappresentanza del team, insieme  a Marije De Graaff, rappresentante di WEIDEN + KENNEDY.

Ancora oggi, a distanza di 15 anni, SPQR regge il confronto con lavori più recenti e blasonati ed è ancora impresso nella memoria degli appassionati.

 

 

 

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